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Come ogni anno l’arrivo della primavera ci dona il miracolo del rinnovamento e della rigenerazione della natura. Questo fermento creativo porta però con sé anche la silenziosa e invisibile diffusione dei pollini liberati nell’aria. È un momento atteso con una comprensibile preoccupazione da chi soffre di allergie stagionali. La primavera è il periodo in cui le allergie esplodono. Il sistema immunitario fatica ad adattarsi ai cambiamenti meteorologici e ambientali, irrigidendosi in una sorta di eccessiva autodifesa contro tutto ciò che vive come “altro da sé” e quindi nemico. L’allergia non è che una risposta esagerata del sistema immunitario a una sostanza innocua, ma riconosciuta come dannosa per l’organismo. E gli organi-bersaglio sono proprio quelli deputati allo scambio con l’esterno, primi fra gli altri le vie respiratorie. Starnuti, naso che gocciola, congestione e ostruzione nasale, lacrimazione agli occhi sono i “classici” sintomi del raffreddore da fieno, spesso accompagnato anche da prurito al naso e alla gola, cefalea e senso di intontimento.

Qualche mese fa ho letto che in Bolivia vive un uomo che è arrivato alla veneranda età di ben 123 anni. La notizia mi ha incuriosito ed ho voluto approfondire. É possibile vivere tanto tempo? Il nostro organismo è attrezzato per vivere così a lungo? Questo signore si chiama Carmelo ed ha mangiato per tutta la vita prodotti della sua terra, in particolare quinoa, funghi che crescono sulle sponde dei fiumi, patate e perfino foglie di coca. Inoltre, il nostro ultracentenario non beve alcolici, consuma prodotti a base d’orzo e cammina molto. Gli elementi dello stile di vita di Carmelo, ci confermano come una corretta dieta e il movimento fisico siano indispensabile per mantenere lo stato di salute e vivere più a lungo. Naturalmente, vivere a contatto con la natura in un ambiente privo di inquinanti, favorisce lo stare bene.

Il caso di questo ultracentenario non è unico. Nel mondo ci sono popolazioni che vivono in piena salute fino a cento, centodieci, centoventi anni e più.

Gli Hunza, nel nord dell’India, gli abitanti delle valli delle Ande, del Caucaso, tribù delle isole Samoa, oltre agli Huichol, indios delle montagne del Messico e il popolo di Okinawa nell’arcipelago Giapponese.

In comune queste popolazioni hanno una vita a contatto con la natura, un’alimentazione ricca di vegetali, “varia e viva”; questo consente loro di evitare intossicazioni del corpo che portano alla malattia.

In occidente, l’inquinamento ambientale, gli abusi alimentari, stili di vita scorretti, quali la sedentarietà, ci fanno invecchiare male e morire prima. Si dice che l’uomo “si scava la tomba con i propri denti”. Studiando le popolazioni più longeve, gli scienziati affermano che si, è possibile avanzare negli anni senza che il corpo subisca un evitabile processo di degradazione; di fatto il corpo si autorigenera continuamente e possiamo senz’altro decidere di morire in piena salute, senza l’ombra di una malattia”.La scienza ha dimostrato che il processo d’invecchiamento è dovuto all’accumulo di tossine, i radicali liberi, che a poco a poco avvelenano le nostre cellule e no all’età.

I popoli che vivono in piena salute, sanno a livello istintivo che la salute è possibile solo rispettando l’equilibrio alimentare oltre all’equilibrio psicofisico.

L’alimentazione di queste popolazioni è costituita da:

vegetali e frutta, semi e cereali, legumi, formaggi freschi o fermentati, pochissima carne,poco sale e zucchero.

Per concludere, possiamo stabilire un decalogo per aspirare alla longevità :

Un’alimentazione corretta, varia e viva. Questo consente di utilizzare nutrienti diversi da una varietà di alimenti;

Mangiare poco, per non superare i reali bisogni del corpo, causando intossicazioni che a lungo andare possono trasformarsi in malattie. L’obesità è una delle prime cause di malattie correlate e di morte precoce;

Masticare molto il cibo, per favorirne la digeribilità;

Mangiare in armonia e serenità. Le emozioni a tavola predispongono ad una migliore assimilazione del cibo

Fare una costante attività fisica a contatto con la natura. Aiuta l’organismo a disintossicarsi, rigenerarsi, e rinforzare il sistema immunitario.

Tenere un atteggiamento positivo. Le persone positive sviluppano maggiori resistenze alle malattie. La depressione, la tristezza e il pessimismo indeboliscono il sistema immunitario predisponendo all’insorgere della malattia;

Relazionarsi con gli altri. Una vita di relazione mantiene lucido il cervello, aiuta ad avere contatti, appuntamenti, cose da fare, ad avere degli scopi.

Coltivare interessi e hobby, come la lettura, lo sport, la pittura…

Pensare positivo e costruttivo.

Allora non ci resta che augurarci di…incontrarci tra cent’anni!!!

“L’uomo è ciò che mangia”(Ludwig Feuerbach). E’ una affermazione conosciutissima, ma spesso dimenticata!

Il nostro stato di salute attuale dipende in gran parte dal tipo di alimentazione attuata fino ad oggi. Certo, anche da altri fattori quali l’inquinamento ambientale, lo stress, la sedentarietà, l’utilizzo di sostanze stupefacenti, stili di vita…

Tutte queste cause hanno indebolito ed impoverito il nostro organismo, esponendolo al rischio di malattie e problemi che prima non erano diffusi.

L’alimentazione esercita un ruolo primario nel contesto di una vita sana ed equilibrata e deve contenere tutti quegli elementi preziosi per il nostro corpo, aiutandolo a svolgere al meglio tutte le sue funzioni.

L’ALIMENTAZIONE IN AUTUNNO

 

Anche quest’anno è arrivato l’autunno e la natura celebra il suo eterno ritmo del tempo e delle stagioni. Il nostro organismo fa un po’ fatica ad abituarsi al cambiamento climatico e alla diminuzione di luce solare. Dunque in questa particolare stagione si richiede un aiutino perché il passaggio dall’estate all’inverno sia indolore. Stimolare le difese immunitarie con l’alimentazione è d’obbligo! Dobbiamo ricordare che il 60% del nostro sistema immunitario è concentrato nella parete dell’intestino ed è influenzato dalla flora batterica intestinale. Quando le funzioni intestinali sono regolari (almeno uno svuotamento al giorno), il sistema immunitario sarà stimolato positivamente e trasmetterà questi stimoli al resto della rete di tutto il sistema. Squilibri di flora intestinale o presenza di candida intestinale, favoriscono l’ingresso nell’organismo di virus e batteri. Se il problema si prolunga per molto tempo, il sistema immunitario risulterà indebolito e l’organismo è esposto anche all’accumulo di nuclei di cellule tumorali che ogni giorno si formano in esso. Quindi, il primo intervento è quello di regolarizzare le funzioni intestinali, senza ricorrere a lassativi. Buona regola, in questo periodo, è quella di consumare fermenti lattici.

La riduzione della temperatura, tipica di questo periodo, impone al nostro organismo dei sovraccarichi di fatica, poiché si deve adattare alla nuova situazione climatica. Inoltre, altre fonti di stress derivano dalla diminuzione della luce solare e dagli impegni lavorativi e scolastici. Di conseguenza, il nostro organismo produce gli ormoni dello stress da adattamento. Conseguenza: ci sentiamo più stanchi e svogliati. Cominciamo con il recuperare qualche ora in più di sonno andando a letto prima. Anche un’alimentazione più leggera può favorire la produzione di un effetto di riassetto e di adattamento delle energie e del sistema immunitario e farci subito affrontare il disagio della nuova stagione.

Dal punto di vista alimentare, l’inizio della stagione autunnale deve essere caratterizzato da un alleggerimento ed una riduzione calorica.D’altro canto, depurare l’organismo dalle tossine aiuta a recuperare la funzionalità di fegato, stomaco e intestino, soprattutto da quest’ultimo inizia la salute. Come prima tappa bisogna eliminare tutti i prodotti animali (carne, pesce, uova, formaggi). Bisogna continuare a mangiare verdure crude e frutta (mela pera, uva). In caso di spossatezza, si può inserire un piatto di cereali integrali in chicco (orzo, farro, grano saraceno). La nostra alimentazione può anche essere integrata con 2 bicchieri centrifugati al giorno di verdure miste (carote, sedano, finocchio, ecc.). Per tutto l’inverno bisogna continuare con un’alimentazione adeguata, ad esempio, eliminando gli alimenti che provocano impoverimento della flora batterica intestinale e, di conseguenza, abbassano le difese immunitarie: zucchero bianco, margarine e grassi vegetali, oli fritti o soffritti, alimenti precotti, eccesso di caffè, farina bianca, carni rosse mangiate più di una volta a settimana. Lo schema che può aiutarci a mantenere inalterata la flora batterica nell’intestino è il seguente: colazione con muesli senza zucchero o pane integrale con lievito naturale; spuntini a base di frutta di stagione (no banane); verdure crude di stagione; consumare spesso legumi, lenticchie, fagioli, ceci, soia; mangiare cereali integrali (riso, farro, grano saraceno, orzo, ecc.); utilizzare spesso semi oleosi (mandorle, nocciole, noci, girasole, zucca); assumere vitamina C dai cavoli, broccoli, cavoli cappuccio, verza, cavolfiori e broccoletti, vere miniere di sostanze antivirali e antibatteriche, ma anche antitumorali. Queste verdure, infatti, sono un concentrato oltre che di vitamina C, di  potassio e fosforo. Per non perdere le proprietà nutritive bisogna prestare grande attenzione alla modalità di preparazione. Il cavolo cappuccio e la verza, ad esempio, per non perdere la vitamina C vanno consumati crudi, mentre i broccoli e i cavolfiori non devono essere cotti, ma stufati direttamente nell’olio.

Assumere vitamina A dalle carote, zucca, miglio. La zucca è caratteristica per la sua polpa pastosa e solida, e per il suo sapore dolciatro. Come tutti gli ortaggi di colore arancione e giallo la zucca è ricca di carotenoidi e betacarotene, alleati validissimi contro stress e invecchiamento.

È molto ricca anche di potassio, ed essendo particolarmente tenera (una volta cotta) è delicata sulle mucose di stomaco e intestino, e facilmente digeribile. Utilizzare alimenti biologici, comunque non trattati con pesticidi. Non dimentichiamo che anche pensieri negativi, preoccupazioni, ansie, paura, incidono negativamente sul funzionamento del sistema immunitario.

Utilizzo e proprietà curative
Hamamelis virginiana

Nella medicina popolare veniva utilizzata con il Decotto,impiastro o unguento,per trattare irritazioni della bocca,infiammazioni oculari, punture d’insetto,irritazioni della pelle,diarrea,dissenteria,nevralgie,mestruazioni eccessive.
Esternamente viene utilizzata come schiarente delle macchie della pelle,come lenitivo contro le scottature del sole.

In erboristeria e fitoterapia si possono trovare preparati per trattare infiammazioni e irritazioni locali della cute e delle mucose,come astringente in caso di diarrea,per migliorare la circolazione venosa

Utilizzo e proprietà curative
Fraxinus excelsior

La medicina popolare utilizzava l’infuso di foglie per trattare i reumatismi e i dolori articolari.
Poco utilizzato nella fitoterapia moderna è indicato nel trattamento dell’artrosi,della gotta,alitosi, nella ritenzione idrica,stipsi,contro le nevralgie.

In Omeopatia viene utilizzato come drenate biliare e renale nella gotta e colelitiasi,come diuretico ed ipocolesterolemizzante,contro la cellulite.

Nella medicina naturale viene utilizzato il gemmoderivato ricavato dalle gemme fresche,per trattare iperuricemia, la gotta,la cellulite,ipercolesterolemia.

Il macerato glicerinato ricavato dalle gemme e dai semi,viene utilizzato
in sinergia con altre piante come drenante biliare e renale,contro la gotta,l’iperuricemia,ipercolesterolemia,rigidità delle articolazioni, calcolosi biliare e renale,fibromatosi e prolasso dell’utero.
I semi nel trattamento dell’impotenza maschile,assenza di spermatozoi nel liquido seminale(Azospermia),ridotta o assente motilità degli spermatozoi (Astenospermia),diminuita funzionalità dei testicoli (Ipogonadismo maschile),sterilità maschile.

Ha proprietà astringenti,diuretiche,antireumatiche,toniche,antinfiammatorie.

Utilizzo e proprietà curative
Frangula alnus Miller

La corteccia veniva utilizzata dalla medicina popolare per trattare le disfunzioni intestinali e come lassativo.

In erboristeria e fitoterpia viene utilizzata la corteccia,che deve essere invecchiata per almeno un’anno,come stimolatrice delle funzioni intestinali.

Contiene tannini, glucofrangulina, ramnodiastasi.
I suoi frutti sono velenosi.

 

Utilizzo e proprietà curative
Foeniculum vulgare

La medicina popolare utilizzava la radice con il Decotto come diuretico,digestivo e aperitivo,contro l’alito cattivo.

In erboristeria ed omeopatia viene utilizzato l’olio essenziale,estratto idroalcolico,tintura madre come digestivo,utile nel trattamento della cattiva digestione e del meteorismo,della flatulenza.

Viene anche utilizzato in sinergia con altre piante medicinali, come Melissa,Anice e Zenzero. I suoi principi attivi sono l’olio essenziale (fenolo, estragolo), anetolo, fencone, chetone anisico, dipinene, canfene, fellandrene, dipentene e acido metilcavicolo.

Utilizzo e proprietà curative
Trigonella foenum-graecum

La medicina popolare usava i semi in Polvere o con la Tintura vinosa come ricostituente e nei casi di dimagrimento.

In erboriteria e fitoterapia viene utilizzato l’estratto secco o fluido, come antianemico,ricostituente,come vermifugo,per trattare anemia e iperglicemia.
Già nei tempi antichi gli Arabi la utilizzavano per curare il diabete.
Questa pianta è ricca di ferro ed è quindi indicata per combattere le anemie.

I suoi principi attivi sono delle mucillagini, alcaloidi trigonellina, albumina, olio grasso, principi amari,vitamine del gruppo B, vitamina D,sali di calcio,ferro,magnese,fosforo,flavonoidi,lecitine.